Michele Riondino: La Voce dei Lavoratori – Difendere Diritti e Dignità

Michele Riondino: credo nel lavoro e nei diritti dei lavoratori

L’attore e regista di “Palazzina Laf”: “Non chiudiamo gli occhi su tragedie come quella di Satnam Singh, la collettività è un valore più importante della furbizia”

“Il disinteresse della politica per i poveri ha creato poveri disinteressati alla politica, che oggi votano a destra perché la leggerezza di contenuti permette a ciascuno di sentirsi speciale quando è più furbo: la furbizia è diventata un valore che permette di emergere a qualunque costo, anche schiacciando il prossimo. Ed è l’esatto contrario dell’idea di collettività”. Michele Riondino è un po’ sconfortato ma comunque combattivo, quando lo incontriamo al Mediterrane Film Festival di Malta dove ha presentato “Palazzina Laf”, il suo film sul tema del lavoro con incassi vicini al milione di euro e 3 David di Donatello in bacheca. “Per il film è il primo festival internazionale e sono curioso di vedere le reazioni del pubblico”, dice il 45 enne attore e regista originario di Taranto “ma lo avevo già portato in tournée negli Usa e ho sperimentato, ad esempio a Detroit, città fortemente industrializzata, che i problemi del lavoro si assomigliano in molti Paesi”.

Negli ultimi giorni si è tornato a parlare di morti sul lavoro: non solo quella di Satnam Singh, ma anche di altri operai, uno alla Fincantieri, uno a La Spezia, uno a Palermo.

È difficile commentare questa situazione drammatica. Ogni volta i politici dicono “mai più morti bianche” e poi non accade nulla. Il problema è che né i governi, né i sindacati fanno nulla per obbligare le aziende a preoccuparsi della salute degli operai. La dichiarazione del datore di lavoro di Satnam è agghiacciante: ha colpevolizzato l’operaio dicendo che ha creato una tragedia per tutti. Sa qual è il problema?

Quale?

Oggi per molti imprenditori la morte di un dipendente è il male minore rispetto all’obbligo di adempiere le leggi su assunzioni, pagamenti di contributi, sicurezza. E la politica, i sindacati non fanno nulla.

Perché?

Perché se ci fossero leggi che puniscono seriamente chi non rispetta quelle norme molte aziende pericolose chiuderebbero. Guardi cosa è successo con l’Ilva di Taranto, che la magistratura ha posto sotto sequestro dichiarandola incompatibile con la vita umana. Piuttosto che chiuderla continuano ad emanare decreti salva-Ilva.

Chi glielo fa fare di esporsi dicendo chiaramente cosa pensa?

Sono molto legato al mondo degli operai, mio padre lo è stato, e così mio fratello e miei zii. E credo nel lavoro e nei diritti dei lavoratori: per questo non sopporto chi dovrebbe difenderli e non fa nulla. Nel fare “Palazzina Laf” e parlare di questi temi sono stato attaccato da tutte le parti: mi hanno dato dell’ambientalista utopico, come se esserlo fosse negativo. Purtroppo dal punto di vista dei politici, soprattutto di sinistra, gli attivisti come me fanno male alle aziende, al sistema industriale, perché non rispettano le logiche legate all’occupazione. Ma se stai dalla parte della classe operaia non puoi chiudere gli occhi, come fanno spesso i sindacati, che arrivano troppo tardi, e magari si costituiscono parte civile in un processo per la morte di un operaio che non hanno neanche provato a tutelare. Prima che morisse.

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