Achille Lauro e la lettera segreta di “Incoscienti Giovani”: una dedica d’amore che fa sognare!

Achille Lauro, "Incoscienti Giovani" e la lettera misteriosa: «È dedicata al mio amore più grande. Eravamo molto giovani»

 

di Dajana Mrruku
Achille Lauro a Sanremo porta una nuova versione di sè. “Incoscienti Giovani” non è semplicemente una canzone, ma è «la nostra storia», una storia d’amore vissuta, autentica. L’artista ha mandato una lettera misteriosa ai giornalisti scritta dal suo amore più grande.

Achille Lauro, "Incoscienti Giovani" e la lettera misteriosa: «È dedicata al mio amore più grande. Eravamo molto giovani»

 

di Dajana Mrruku
Achille Lauro a Sanremo porta una nuova versione di sè. “Incoscienti Giovani” non è semplicemente una canzone, ma è «la nostra storia», una storia d’amore vissuta, autentica. L’artista ha mandato una lettera misteriosa ai giornalisti scritta dal suo amore più grande.

 

«Quando ho conosciuto Lauro era un adolescente magrolino, con i capelli sempre rasati corti e il viso scavato. Eravamo molto giovani quando ci siamo innamorati. Io vivevo da sola con mia madre, e lui veniva spesso da noi. Lo abbiamo aiutato tanto quando era solo, per mia madre era come un figlio. Aveva questa ossessione per la scrittura, come se fosse l’unico modo per dare un senso a tutto ciò che lo circondava e , probabilmente, scrivere lo aiutava anche a metabolizzare la situazione che viveva. Lauro ha sempre cercato di nascondere i suoi traumi. Li tiene dentro. É forse per questo che scrive canzoni. Ha imparato a soffrire in silenzio. Io lo capivo. Anche io e mia madre eravamo rimaste sole. Mio padre l’ha sempre umiliata, fino al giorno in cui se ne è andato. Lui non ha mai saputo cosa significasse davvero stare insieme. Lui non conosce l’amore. Anche in quegli anni senza casa, Lauro non mi ha mai chiesto aiuto. Si vergognava. Dormiva dove capitava.Ricordo quell’hotel fatiscente a una stella a Boccea, che odiava, e quella vecchia Peugeot 206 grigia. Ricordo che mentiva, pur di non pesare su di me e su i suoi amici.
A notte tarda, quando tutti rientravano, lui diceva: “Tranquilli, sto da un amico.” Ma poi finiva a dormire in macchina nascosto in qualche parcheggio. Non scorderò mai quello che è stata la nostra adolescenza incosciente e sarò sempre innamorata di quel ragazzino sognatore».

Incoscienti Giovani è quindi il racconto dell’adolescenza di Lauro, fatta di difficoltà, ma anche di forza e dignità:  «Nonostante fosse un ragazzo difficile, chi riusciva a superare lo scoglio scopriva una sensibilità preziosa. Forse proprio quella che ancora oggi riesce a mettere in quelle canzoni che parlano ancora di noi, Come questa. Il tuo più grande amore, S.».

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